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Istituto
per le politiche
dell'Innovazione

Palazzo Taverna
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statua la politica dell'innovazione

Due mesi di riflessione, 127 ore di conference call tra italia, francia e stati uniti su Skype a costo zero, migliaia di pagine web e centinaia di provvedimenti legislativi e sentenze italiani, europei e statunitensi consultati senza stampare neppure un foglio di carta, esperienze diverse a confronto senza indire riunioni solenni o costituire gruppi, commissioni o tavoli di lavoro, un gruppo di amici, conoscenti e colleghi determinato a dare il proprio contributo alla politica italiana dell’innovazione e, soprattutto, tanta Rete non solo nel senso di infrastruttura ma, soprattutto, in quello di condivisione del sapere e delle idee.

Il risultato state per leggerlo.

Un documento che riassume a tratti in modo riflettuto e ponderato ed a tratti in chiave provocatoria e critica __ idee per disegnare la politica dell’Innovazione.

Non è, ovviamente, tutta qui e non è – soprattutto – necessariamente così.

Si tratta di una versione 1.0 pubblicata per aprire un dibattito, invitare le istituzioni e le altre parti interessate al confronto, evitare che, ancora una volta – come troppo spesso accaduto nell’ultimo decennio – le conclusioni ed i provvedimenti di Governo e Parlamento precedano l’analisi, la discussione e l’esame delle diverse posizioni e convinzioni.

L’idea è quella di iniziare ad innovare proprio i processi di decisione sfruttando le nuove tecnologie.

Non si tratta di rivoluzionare le dinamiche costituzionali dell’esercizio del potere politico o, piuttosto, di quello esecutivo ma, più semplicemente, di scrivere la politica dell’innovazione in maniera aperta, condivisa e matura. Questo documento verrà reso disponibile su piattaforma wiki all’indirizzo www.politicheinnovazione.it e, nei prossimi mesi ciascuno potrà modificarlo, integrarlo o, più semplicemente, commentarlo e/o criticarlo.

Si darà vita così ad una versione successiva del documento e poi ad un’altra ancora. Ogni versione sarà certamente diversa nel contenuto, nella forma e forse nel metodo dalla precedente ma, questo, lungi dal costituire un problema sarà il segno più evidente del successo dell’iniziativa perché significherà che le sorti dell’innovazione del Paese stanno a cuore a molti e che molti sono pronti a collaborare con il proprio tempo e le proprie competenze alla politica dell’innovazione.

I risultati cui si perverrà verranno poi presentati nell’ambito di una nuova conferenza nazionale sulla politica dell’innovazione che si terrà nel prossimo autunno.

Questo documento, frattanto, verrà trasmesso al Governo, ai Gruppi Parlamentari ed alle Commissioni senza alcuna pretesa che una o più delle idee in esso contenute vengano raccolte e recepite ma, più semplicemente, con l’ambizione di aprire un dialogo con le istituzioni e far sì che i protagonisti dell’Innovazione si parlino e confrontino prima di scrivere le linee guida della politica dell’innovazione.

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